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Il pianificatore con Kai dentro

Una cosa sola
per volta.

Butta dentro tutto quello che ti arriva — messaggi, mail, pensieri delle due di notte. Akai te ne restituisce uno, con scritto da dove viene e perché è quello. Quando la giornata salta, il piano si rifà da solo.

Gratis per sempre sul piano base. Nessuna carta.
La giornata di Akai, ora per ora
La schermata di cattura di Akai
La schermata «Adesso» di Akai
Il punto

Il problema non è che non sai cosa fare.

È che lo sai tutto insieme. Una lista di trentadue voci non è un piano: è la stessa ansia, ordinata meglio. E ogni app che hai provato ti ha chiesto di essere, per funzionare, la persona che saresti se non ti servisse.

Akai parte dal presupposto opposto: le giornate saltano, le cose si dimenticano, e non è colpa tua. Il lavoro di tenerle insieme lo fa Kai.

Come funziona

Tre gesti, e nessuno è «organizzati meglio».

Le schermate qui sotto sono l’app vera, non un disegno: cambiano mentre scorri.

01

Butta dentro

Scrivi come viene, anche a pezzi. Detta mentre cammini, inoltra una mail, incolla un messaggio. Non c’è una lista da scegliere, una data da mettere o un progetto da creare: è quel passaggio che ti fa chiudere le altre app.

02

Ricevi una cosa

Kai guarda il calendario, quanto è vecchia ogni cosa e quanta giornata ti resta, e te ne mette davanti una. Sotto c’è scritto da dove viene e perché è quella. Le altre restano tenute, non sparite.

03

La fai, e basta

Un anello, il tempo che scorre, i passi già spuntati. Se salta, salta: il piano si rifà da solo e non ti resta addosso nessuna riga rossa. Nessuna streak da perdere, nessun riepilogo di quanto sei rimasto indietro.

Akai — Butta dentro
Akai — Ricevi una cosa
Akai — La fai, e basta
Provalo qui

La cosa non si apre. Vola.

Tocca una riga: l’oggetto lascia la lista ed entra nell’anello. È lo stesso oggetto, non due schermate che si dissolvono — ed è il motivo per cui ogni cosa in Akai ha un’icona sua.

Mercoledì 3

Tocca una riga: la cosa vola dentro l’anello.

Ti dico una cosa sola per volta. Il primo passo lo faccio io.

Le cose

Ogni riga della tua giornata ha una faccia.

Trentasette oggetti disegnati a mano, piatti, due tinte, mai ricolorati. Una lista con le facce si scorre; una lista di testo si decodifica.

Kai

Non c’è la faccia triste.

Kai ha una posa per ogni cosa che fa, e nessuna di quelle è delusa. Niente pianto, niente streak spezzata, niente sopracciglia all’ingiù. Su un prodotto pensato per l’ADHD una mascotte che ti rimprovera non è una leva di crescita: è il motivo per cui l’app viene disinstallata.

La posa che conta più di tutte è quella del rientro dopo giorni via. Non dice niente.

Guarda tutte le pose
Come parla

In prima persona, una frase alla volta, mai in colpa.

La voce è parte del sistema quanto il colore. Queste sono frasi vere dell’app, non slogan.

Ti dico una cosa sola per volta. Il primo passo lo faccio io.
È cambiato qualcosa, ho rifatto il piano. Non hai perso niente.
Sei stato via. Ho tenuto tutto io, ripartiamo da una cosa.
Prezzi

Il piano base è gratis e resta gratis.

Non c’è una prova che scade lasciandoti a metà giornata. Se Akai ti serve tutti i giorni, il resto costa meno di un caffè a settimana.

Base
0 €per sempre

Tutto quello che serve per non perdere più niente.

  • Cattura illimitata: testo, voce, mail inoltrate
  • La giornata, una cosa per volta
  • Le trentasette icone e il tema chiaro e scuro
  • Un calendario collegato
Inizia gratis
AkaiIl più preso
4,90 €al mese

Kai che rifà il piano da solo e legge le tue fonti.

  • Tutto il piano Base
  • Ripianificazione automatica quando la giornata salta
  • Mail, WhatsApp e Telegram che diventano cose da fare
  • Calendari illimitati e blocchi di concentrazione
  • Kai in voce, per buttare dentro mentre cammini
Prova un mese
Famiglia
8,90 €al mese

Fino a cinque persone, con le cose di casa condivise.

  • Tutto il piano Akai, per cinque
  • Le cose di casa viste da tutti
  • Chi fa cosa, senza chiederlo a voce
  • Un solo pagamento
Prendi Famiglia
Domande

Quello che di solito ci chiedono.

Serve una diagnosi per usarlo?
No. Akai è disegnato partendo dall’ADHD perché è lì che i pianificatori normali si rompono per primi, ma il problema — troppe cose insieme, la giornata che salta, la lista che pesa — non chiede il certificato a nessuno.
Devo mettere tutto in ordine prima di iniziare?
No, ed è la differenza. Non c’è un progetto da creare, una lista da scegliere o una data da mettere: butti dentro la cosa com’è, e la categoria la mette Kai. Se sbaglia, la cambi con un tocco.
Cosa succede se sparisco per due settimane?
Niente. Non ci sono streak da perdere, badge che si spengono o notifiche che ti ricordano quanto sei rimasto indietro. Al rientro Kai ha tenuto tutto e riparte da una cosa sola.
Legge davvero le mie mail e i miei messaggi?
Solo le fonti che colleghi tu, una per una, e solo per estrarre le cose da fare. Ogni riga in Akai porta scritto da dove viene, così la provenienza si può verificare invece di doverla credere. Le fonti si staccano quando vuoi.
C’è su iPhone e Android?
Sì, e anche sul browser: è la stessa app. Quello che butti dentro dal telefono lo ritrovi sul computer un secondo dopo.
Che differenza c’è con una to-do list?
Una to-do list ti mostra tutto e lascia a te la parte difficile, che è scegliere. Akai fa il contrario: tiene tutto, te ne mostra una, e quando la realtà cambia rifà il piano al posto tuo.

Domani ne facciamo una.

Non serve mettere in ordine niente prima di iniziare. Butta dentro la prima cosa che hai in testa: al resto ci pensiamo dopo.

Inizia gratis